O Della sicurezza come Status Symbol
Uomini vestiti di nero si aggirano per le boutiques della grande metropoli meneghina.
Sono grandi. Sono grossi. Sono in doppiopetto. Soprattutto hanno l'aria cattiva. Sono gli addetti alla Security!
Appostati agli ingressi dei negozi del lusso decidono che far entrare e chi far uscire. Vigilano discreti sul benessere dei clienti e dei proprietari.
Incontrarne all'ingresso di Prada o Armani non sorprende. Puo' far sollevare un sopracciglio vederli alle porte di negozi dai brand meno illustri. Si trovano persino nelle librerie. Secondo fonti accreditate pare siano stati avvistati anche alla Lidl...
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martedì 12 agosto 2008
lunedì 4 agosto 2008
Ultimo step a Milano
Lo step può essere poesia, danza, coerografia.Lo step può essere individualità, musica, ballo, divertimento, socialità.
Lo step può essere moda, leggerezza, femminilità, grazia, ma anche atletica mascolinità.
Attorno allo step ruotano vite, passioni, amori.
Lo step può anche essere metafora della milanesità: è scalata, salto verso l'alto, obiettivo.
Camilla, nel corso del suo passaggio quotidiano al Grande Tempio del Benessere, si è infilata in una lezione. Camilla, che vedeva la palestra svuotarsi giorno dopo giorno, non aveva la più pallida idea di stare per entrare nell'Ultimo Step della stagione.
I più assidui adepti del Grande Tempio del Benessere tonici piroettavano attorno all'attrezzo, dietro le istruzioni dell'Officiante del rito che aveva elaborato una successione di passi particolarmente contorta pe festeggiare l'inizio delle vacanze.
Camilla, che annaspava, osservava e rifletteva sul significato profondo dell'ultima lezione della stagione.
Ed ecco la sintesi sublime dello step a Milano. E' l'ottimizzazione del tempo. In una sola ora è possibile ballare, dimagrire, sfoggiare capi firmati di altissima moda, socializzare e forse anche trovare l'amore.
Indossavano tutti le loro migliori tutine gruffate. Si salutavano e si baciavano, sapendo che la pausa estiva avrebbe solo sospeso la loro comunione di spiriti. E intanto si raccontavano i loro imminenti viaggi, con budget per due settimane che Camilla si sogna per un anno.
Camilla è uscita trasfigurata dall'esperienza. Adesso si aggira solitaria per il Grande Tempio, svuotato di tutto il glamour e sorride davanti ai macchinari inutilizzati, sognando di essere in un mondo deserto post atomico e post industriale.
Labels:
antropologia comparata,
fashion,
fitness
lunedì 14 luglio 2008
Rivelazioni botaniche
Il Grande Tempio del Benessere si erge al centro di Milano. Con i sui marmi scintillani, stilisti e modelle tra i suoi macchinari, docce di vetro fumée e orchidee, i suoi adepti si aggirano tonici per le sue sale.
Camilla, che pigramente rifiuta di integrarsi, osserva distaccata lo splendore che la circonda. Oggi, mentre passegiava tra i corridoi, si è fermata davanti a una rara orchidea. Camilla si è chiesta se la preziosa pianta fosse talmente unica dall'essere a un passo dall'estinzione, o se addirittura non fosse una specie appena rinvenuta.
Camilla, sacrilega, ha allungato la mano per toccare il fiore. Emozionata la vedeva tendersi e sfiorare i petali.
Ed ecco, improvvisa, la rivelazione.
L'orchidea era di plastica.
Camilla, che pigramente rifiuta di integrarsi, osserva distaccata lo splendore che la circonda. Oggi, mentre passegiava tra i corridoi, si è fermata davanti a una rara orchidea. Camilla si è chiesta se la preziosa pianta fosse talmente unica dall'essere a un passo dall'estinzione, o se addirittura non fosse una specie appena rinvenuta.
Camilla, sacrilega, ha allungato la mano per toccare il fiore. Emozionata la vedeva tendersi e sfiorare i petali.
Ed ecco, improvvisa, la rivelazione.
L'orchidea era di plastica.
martedì 8 luglio 2008
Fitness
Camilla, per sfuggire alle depressione estiva e alla condanna del suo metabolismo, si è iscritta in palestra. Ha attentamente esplorato i quartieri attorno ai quali gravita, fino a quando ha trovato il Grande Tempio del Benessere.
Il Grande Tempio del Benessere è in pieno centro ed è frequentato da stilisti e indossatrici. Camilla pensa che potrà approfondire (a caro prezzo) i suoi studi di antropologia nordica.
Ecco le chicche principali.
Primo impatto
Quando Camilla era ancora in fase esplorativa ha fatto il suo primo ingresso nel Grande Tempio osservando i preziosi marmi e le rare orchidee sparse per i corridoi. E' stata accolta da una leggiadra fanciulla: alle quattro del pomeriggio indossava un tubino nero da sera e scarpe col tacco argentate. Mancava, e la mancanza stonava, un filo di perle.
Primo censimento della fauna
Vagando per la sala attrezzi Camilla ha visto meravigliose fanciulle dai fianchi sottili e dalle esili gambe, fare sforzi contenuti per perdere massa grassa e non mettere su muscoli. Le suddette fanciulle avevano collant e body griffati, messinpiega e trucco. Recita l'antico detto: i cavalli puzzano, gli uomini sudano, le donne traspirano. Le fanciulle rientrano nella terza categoria. Camilla, dopo il primo giorno di allenamento, si è avvicinata in modo preoccupante alla prima.
Terrazza con vista
Sul tetto del Grande Tempio c'è una grande terrazza con lettini per prendere il sole, due vasche idromassaggio e un bar. Costo aggiuntivo per l'accesso all'area riservata 100 euro. Camilla non confesserà mai nemmeno sotto tortura quanto ha pagato per due mesi.
Massa corporea
Il Grande Tempio tiene delle statistiche sui propri iscritti. Glielo ha detto una collega, piccola e minuta, aggiungendo che già ha sforato i massimi di massa corporea tollerati. Camilla ricorda gli occhi sbarrati dell'istruttore quando ha confessato il proprio peso (sul quale peraltro stava già barando). Ma gioisce profondamente all'idea di devastare le preziose statistiche. E glielo ha pure detto.
Sane Modelle (secondo censimento della fauna)
Coloro che passeggiano sulle passerelle indossando i capi della nuova stagione si aggirano tra i macchinari del Grande Tempio. Camilla, sempre grazie alle sue preziose fonti, ha scoperto che le suddette, in cambio di una liberatoria, sono esonerate dal certificato medico. Perché altrimenti, visto lo stato di salute, non gli concederebbero l'accesso.
Il Grande Tempio del Benessere è in pieno centro ed è frequentato da stilisti e indossatrici. Camilla pensa che potrà approfondire (a caro prezzo) i suoi studi di antropologia nordica.
Ecco le chicche principali.
Primo impatto
Quando Camilla era ancora in fase esplorativa ha fatto il suo primo ingresso nel Grande Tempio osservando i preziosi marmi e le rare orchidee sparse per i corridoi. E' stata accolta da una leggiadra fanciulla: alle quattro del pomeriggio indossava un tubino nero da sera e scarpe col tacco argentate. Mancava, e la mancanza stonava, un filo di perle.
Primo censimento della fauna
Vagando per la sala attrezzi Camilla ha visto meravigliose fanciulle dai fianchi sottili e dalle esili gambe, fare sforzi contenuti per perdere massa grassa e non mettere su muscoli. Le suddette fanciulle avevano collant e body griffati, messinpiega e trucco. Recita l'antico detto: i cavalli puzzano, gli uomini sudano, le donne traspirano. Le fanciulle rientrano nella terza categoria. Camilla, dopo il primo giorno di allenamento, si è avvicinata in modo preoccupante alla prima.
Terrazza con vista
Sul tetto del Grande Tempio c'è una grande terrazza con lettini per prendere il sole, due vasche idromassaggio e un bar. Costo aggiuntivo per l'accesso all'area riservata 100 euro. Camilla non confesserà mai nemmeno sotto tortura quanto ha pagato per due mesi.
Massa corporea
Il Grande Tempio tiene delle statistiche sui propri iscritti. Glielo ha detto una collega, piccola e minuta, aggiungendo che già ha sforato i massimi di massa corporea tollerati. Camilla ricorda gli occhi sbarrati dell'istruttore quando ha confessato il proprio peso (sul quale peraltro stava già barando). Ma gioisce profondamente all'idea di devastare le preziose statistiche. E glielo ha pure detto.
Sane Modelle (secondo censimento della fauna)
Coloro che passeggiano sulle passerelle indossando i capi della nuova stagione si aggirano tra i macchinari del Grande Tempio. Camilla, sempre grazie alle sue preziose fonti, ha scoperto che le suddette, in cambio di una liberatoria, sono esonerate dal certificato medico. Perché altrimenti, visto lo stato di salute, non gli concederebbero l'accesso.
martedì 10 giugno 2008
Primo acquisto!
Camilla non poteva resistere al richiamo dello shopping. Dopo aver passato intere giornate in percorsi forzati davanti a vetrine ricche di abiti strepitosi e scarpe scintillanti, dopo aver inutilmente cercato di resistere alla sindrome della passerella, al nono giorno Camilla si è comprata un paio di semplici scarpe: Converse nere con un po' di zeppa. Modica cifra di 49 euro.Si chiede solo se non siano un po' coatte.
Happy hour evoluzionistico
Darwin che si prende un aperitivo? L'ameba che nei fumi dell'alcool prova a scalare la catena alimentare? L'oliva del martini che aspira a sostituire il baobab?L'aperitivo a Milano è una tradizione e questo è dato certo. Che venga organizzato in qualsiasi contesto è ben altra cosa. Camilla passeggiando per le vie della grande città è passata davanti al Parco Nord e ha documentato una parte del programma del secondo Festival della Biodiversità (n.b. giovedì 22 maggio).
Camilla forse ha scoperto che i mediolanensi per invogliare le giovani generazioni indigene a studiare la biologia l'abbinano all'alcool (dopotutto Albert Hofmann era un chimico) e si stupisce del loro ingegno.
Camilla è anche molto soddisfatta di sé perché ha imparato il significato di una nuova parola: erpetologico (ultima data nel programma). L'erpetologia è la scienza che studia rettili e anfibi. Chi di voi lo sapeva?
lunedì 9 giugno 2008
Settimana namber tiu (dress paranoia)
Camilla inizierà domani la seconda settimana presso la Grande Agenzia Giornalistica e già alcune delle sue paranoie si sono un po' stemperate.
Nessuna rampante collega si aggirava in tailleur. Anzi. Ha visto un sacco di pantaloni tipo militare, maglioni di cotone che non sa se sono più larghi o stinti. Nessuna cravatta.
Superato lo shock Camilla ha pensato bene di andare anche lei molto sportiva domani. Ma sa che c'è Murphy in agguato: se sei overdressed tutti saranno scaciati. Se appena ti trascuri un attimo tutti attorno a te saranno da sfilata.
E quindi anche domani si vestirà carina e iperpresentabile per la buona pace sua e delle sue nevrosi.
Nessuna rampante collega si aggirava in tailleur. Anzi. Ha visto un sacco di pantaloni tipo militare, maglioni di cotone che non sa se sono più larghi o stinti. Nessuna cravatta.
Superato lo shock Camilla ha pensato bene di andare anche lei molto sportiva domani. Ma sa che c'è Murphy in agguato: se sei overdressed tutti saranno scaciati. Se appena ti trascuri un attimo tutti attorno a te saranno da sfilata.
E quindi anche domani si vestirà carina e iperpresentabile per la buona pace sua e delle sue nevrosi.
sabato 7 giugno 2008
Fashion Trip
Camilla in fondo è un po’ ipocondriaca. Lamenta i dolori dell’esilio e dopo quattro giorni è gia imbarcata verso casa, dopo essere sopravvissuta alla prima settimana nella sede milanese della Grande Agenzia Giornalistica.
È scoccato il passaggio sul Po ed è stato come la mezzanotte per Cenerentola: di colpo la giacca cool è diventata spiegazzata, la carrozza si è trasformata in un Eurostar e l’aria glamour degli altri passeggeri è svaporata.
Camilla ha anche visto riflesso nei finestrini del treno un ciuffo di capelli bianchi che non ricordava di avere.
Che una fashion immersion sia come un trip? Mezz’ora di estasi e il cervello bruciato per il resto della vita?
È scoccato il passaggio sul Po ed è stato come la mezzanotte per Cenerentola: di colpo la giacca cool è diventata spiegazzata, la carrozza si è trasformata in un Eurostar e l’aria glamour degli altri passeggeri è svaporata.
Camilla ha anche visto riflesso nei finestrini del treno un ciuffo di capelli bianchi che non ricordava di avere.
Che una fashion immersion sia come un trip? Mezz’ora di estasi e il cervello bruciato per il resto della vita?
giovedì 5 giugno 2008
Effetto Arrosto
Il mio ultimo grido in fatto di moda.
L'arrosto è una succulenta pietanza che si presenta, in ogni sua variante, in quasi
tutte le cucine del mondo. La variante italiana è avvolta da una retina. Alloro, salvia, rosmarino e odori vari sono così intrapolati con la carne, che esce facendo tanti piccoli bozzi a seconda di come gira il cordoncino arrotolato.
Milano è una città trendy per eccellenza. E questo oramai è noto.
Che Milano sia trendy implica che i milanesi (e in questo caso LE milanesi) si vestano trendy.
Ecco allora il pantalone a vita bassa iper aderente possibilmente con cinturone mozzafiato (nel senso che non si respira) che riduca di un paio di centimetri il giro vita.
Ma l'effetto arrosto è in agguato. E l'ignara milanese, anche la più magra, viene colpita: da sopra la cintura deborda inesorabile il bozzo di pancetta e la trasformara in succulenta pietanza.
Non resta che gridare.
p.s. Camilla si scusa per non essere riuscita a produrre l'appropriata documentazione fotografica, ma teme di venire aggredita mentre cerca di riprendere la ciccia oggetto delle sue riflessioni.
L'arrosto è una succulenta pietanza che si presenta, in ogni sua variante, in quasi
tutte le cucine del mondo. La variante italiana è avvolta da una retina. Alloro, salvia, rosmarino e odori vari sono così intrapolati con la carne, che esce facendo tanti piccoli bozzi a seconda di come gira il cordoncino arrotolato.
Milano è una città trendy per eccellenza. E questo oramai è noto.
Che Milano sia trendy implica che i milanesi (e in questo caso LE milanesi) si vestano trendy.
Ecco allora il pantalone a vita bassa iper aderente possibilmente con cinturone mozzafiato (nel senso che non si respira) che riduca di un paio di centimetri il giro vita.
Ma l'effetto arrosto è in agguato. E l'ignara milanese, anche la più magra, viene colpita: da sopra la cintura deborda inesorabile il bozzo di pancetta e la trasformara in succulenta pietanza.
Non resta che gridare.
p.s. Camilla si scusa per non essere riuscita a produrre l'appropriata documentazione fotografica, ma teme di venire aggredita mentre cerca di riprendere la ciccia oggetto delle sue riflessioni.
mercoledì 4 giugno 2008
Mastieri: Fashion PR
Modaioli di tutto il mondo, promuovetevi!
Oggi, tornando in metropolitana dalla Grande Agenzia Giornalistica, ho visto un annuncio: Corso di specializzazione per Fashion P.R.
E mi chiedevo, cosa significherà mai Fashion P.R.? Che imparo a relazionarmi con le mie scarpe e borsetta e mi auto organizzo un happy hour nell'armadio?
Già mi vedo:
"Ciao scarpa destra rossa, come stai? Sono contenta che hai fatto pace con la borsetta rosa. Capisco che cromaticamente non andate d'accordo, ma siete tinta unita e ho appena socializzato con una strepitosa giacca fantasia a fiori cangianti. E con voi tre insieme mi posso organizzare uno splendido happening addosso".
Sulla linea rossa ridacchiavo e scattavo fotografie col cellulare nell'indifferenza ostile degli altri passeggeri.
A casa ho fatto una breve ricerca e ho scoperto che il corso è innanzitutto un Master, dura 5 mesi per 400 ore, ma soprattutto che è organizzato dal prestigioso Istituto europeo di Design (Ied). Modica cifra di 2.000 euro di tassa di iscrizione a cui si sommano 8.500 euro di retta.
E allora, leggendo la presentazione, mi sono resa conto che si tratta di una figura un po' camaleontica ma fondamentale, meglio nota a Roma come addetto alle relazioni con il pubblico: dopotutto quello della moda è un settore che nel 2008 prevede ricavi per 70,2 milardi di euro. E qualcuno dovrà pur promuovere il sistema.
Me romana snob e ingenua.
Resta una domanda. Ma perché a Milano i lavori hanno un nome più bello?
Oggi, tornando in metropolitana dalla Grande Agenzia Giornalistica, ho visto un annuncio: Corso di specializzazione per Fashion P.R.
E mi chiedevo, cosa significherà mai Fashion P.R.? Che imparo a relazionarmi con le mie scarpe e borsetta e mi auto organizzo un happy hour nell'armadio?
Già mi vedo:
"Ciao scarpa destra rossa, come stai? Sono contenta che hai fatto pace con la borsetta rosa. Capisco che cromaticamente non andate d'accordo, ma siete tinta unita e ho appena socializzato con una strepitosa giacca fantasia a fiori cangianti. E con voi tre insieme mi posso organizzare uno splendido happening addosso".
Sulla linea rossa ridacchiavo e scattavo fotografie col cellulare nell'indifferenza ostile degli altri passeggeri.
A casa ho fatto una breve ricerca e ho scoperto che il corso è innanzitutto un Master, dura 5 mesi per 400 ore, ma soprattutto che è organizzato dal prestigioso Istituto europeo di Design (Ied). Modica cifra di 2.000 euro di tassa di iscrizione a cui si sommano 8.500 euro di retta.
E allora, leggendo la presentazione, mi sono resa conto che si tratta di una figura un po' camaleontica ma fondamentale, meglio nota a Roma come addetto alle relazioni con il pubblico: dopotutto quello della moda è un settore che nel 2008 prevede ricavi per 70,2 milardi di euro. E qualcuno dovrà pur promuovere il sistema.
Me romana snob e ingenua.
Resta una domanda. Ma perché a Milano i lavori hanno un nome più bello?
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