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sabato 26 luglio 2008

Cellulare sotterraneo

Il diabolico apparecchio noto come "il cellulare" si è trasformato in un'appendice ineliminabile dell'essere umano. E' divenuto oramai una sua estensione che non gli lascia requie, una fonte aggiuntiva di lavoro.

Esistono però alcune zone franche al mondo, nelle quali la presenza di talmente tanti strati, o abbastanza spessi, di materiale, ne impedisce il funzionamento. E uno di questi è la metropolitana (per non parlare della cucina bunker di Camilla).

Ecco la ragione dello stupore quando Camilla ha visto un manager incravattato e il capello tagliato corto, sbrigare le sue transazioni multinazionali a -10 metri sottoterra. Allora per scrupolo ha preso il suo cellulare per verificare la presenza di tacche: ben tre.

Meraviglie della geofisica o ripetitori sotterranei? I misteri insondabili delle viscere meneghine hanno lasciato Camilla turbata.

giovedì 19 giugno 2008

La Metropolitana - 1° tentativo di ostilità

La metropolitana milanese è un gioiello scintillante di una puntualità aliena. Gli indigeni aspettano educatamente quando i vagoni si aprono e l'affollamento è un traumatico ricordo delle trasferte urbane romane.

Camilla aggirandosi in tanta perfezione, si è intestardita nel voler assolutamente trvare difetti, inefficienze, stupidità del trasporto locale. Per giorni, nella tratta casa-lavoro e viceversa si è guardata intorno. Senza successo.

L'altro ieri, l'illuminazione.
Non esistoni gli splendidi cestini di metallo dove si possono prendere i giornali free press e dove poi possono essere rimessi una volta letti. Camilla vagava profondamente soddisfatta della sua scoperta con un numero di 24minuti in mano. Oramai rassegnata, a pochi metri dall'uscita ha visto un normale cestino della spazzatura appoggiato a una colonna e ci ha buttato dentro il giornale.

Ma il destino è un gatto sonnacchioso, che gioca con gli uomini che se fossero gomitoli di lana. Quando si sveglia li srotola e li impiglia. E il destino di Camilla era in agguato dietro la colonna: giallo e mezzo metro più in là, il raccoglitore di giornali la aspettava al varco con il suo colore stinto e un po' scrostato, che metallico rideva di lei.